CRONACA 4° UDIENZA

Si è svolta il 28 maggio, presso il tribunale di Milano, la quarta udienza del processo contro i compagni arrestati il 12 febbraio 2007.  Nel solito scenario, indegno di un paese che si dice civile, con i compagni rinchiusi in una gabbia con sbarre e grata che impediscono perfino di riconoscerne i volti, con decine e decine di guardie penitenziarie schierate davanti alle gabbie, con altrettanti tra carabinieri e digos sparsi nell’aula, i parenti e gli amici erano presenti a portare il sostegno ai prigionieri. Vincenzo Sisi ha denunciato come insostenibile la sua condizione di isolamento, da due mesi, in una sezione dove sono rinchiusi detenuti per reati infami (pedofilia e violenza su minori). Per questa situazione è in sciopero della fame assieme a 5 coimputati. La Corte ha mostrato grave disattenzione per questo problema, prima quasi non volendo far parlare i compagni e poi lavandosene le mani. Alle proteste dalle gabbie e dal pubblico ha aggiunto che eventuali richieste vanno depositate in Cancelleria. Come da copione si è ripetuto il sequestro da parte delle guardie carcerarie di scritti riguardanti il processo in possesso dei prigionieri, gli stessi già più volte sequestrati e poi restituiti. Il risultato è comunque quello che i compagni fino ad ora non hanno mai potuto avere con sé i loro appunti durante il dibattimento. Ci sembra che, sia l’atteggiamento nei confronti delle condizioni carcerarie, sia il fatto di non voler risolvere veramente la questione degli scritti dei prigionieri contrastino assai con l’immagine che il Giudice vuol dare di sé e della Corte, di coloro cioè che si ergono a paladini del diritto alla difesa! Si è chiuso il capitolo sulle parti civili, sulle nullità avanzate dalla difesa e si è dato avvio alla fase dibattimentale. Lo Stato, nella figura del Consiglio dei ministri, si è presentato come parte civile ed è stato accettato dalla Corte che ha così “sanato” l’errore giudiziario della pm Bocassini che non lo aveva citato come parte offesa. Con vergognosa spudoratezza si è presentata in aula la Cgil campando pretese di risarcimento danni per “lesione” al suo ruolo e alla sua immagine. Non è bastato ai loschi figuri, funzionari e dirigenti sindacali, Epifani in testa, aver fatto licenziare compagni e parenti, aver espulso delegati eletti dai lavoratori (senza naturalmente averli interpellati). Dopo quasi un anno e mezzo dagli arresti mostra fino in fondo da che parte sta volendosi mettere al fianco del governo e di Forza Nuova nell’accusare gli imputati. “Chi ha leso chi?” ha chiesto l’avvocato della difesa citando le parole di Vincenzo Sisi, operaio, delegato riconosciuto nel suo posto di lavoro che ha fondato il sindacato in fabbrica a Torino e lottato con dedizione a fianco dei lavoratori (portando tra l’altro 25.000 euro annue di ricavo dalle tessere alla Cgil). Questo mentre la dirigenza Cgil smantellava ogni conquista operaia, controllava e reprimeva chiunque uscisse dalla linea della svendita e della concertazione. La costituzione di parte civile della Cgil è stata respinta per motivi di tardività della presentazione della richiesta. La Corte ha poi respinto tutte le nullità presentate dalla difesa. Sono state successivamente presentate e acquisite le richieste di prove e di testi da parte dell’accusa e della difesa. La pm nel far questo si è esibita in un’esposizione a dir poco fantasiosa di una specie di telenovela con protagonisti “terroristi” e “banditi” chiudendo con la richiesta che buona parte dei suoi testi vengano ascoltati senza che se ne veda il volto. Avremo degli incappucciati in aula? Sicuramente questo si addice allo stile televisivo a cui la pm probabilmente si è ispirata facendo insorgere il dubbio che usi il suo tempo più davanti al video che sui libri di diritto! Per finire la difesa ha presentato una perizia su un’intercettazione telefonica di fondamentale importanza riguardante il prof. Ichino che mostra chiaramente come l’interpretazione del sonoro presentata dall’accusa sia completamente arbitraria.

Rilanciamo l’appello alla solidarietà, alla presenza la prossima udienza il 17 giugno in cui si terrà un presidio davanti al tribunale.
Invitiamo anche a partecipare al presidio davanti al carcere di Ferrara, Via Arginone 327 sabato 31 maggio alle ore 14.00.

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