Lattera Claudio Latino

Lettera di Claudio Latino letta in aula dall’avvocato difensore durante la 5° udienza

Piacenza  10-06-08

Caro Pelazza,
ti scrivo per illustrarti meglio la situazione di cui ti ho accennato per telefono.
Oggi sono stato convocato in ufficio matricola del carcere e un ispettore della polizia penitenziaria mi ha comunicato che il ministero aveva disposto il mio ricovero in un centro clinico penitenziario nei prossimi giorni accogliendo le disposizioni date dal medico ortopedico del carcere di Livorno.
Ma ha subito precisato che avrei potuto usufruire di questo ricovero solo rinunciando a presenziare al processo davanti alla Prima Sezione della Corte d’Assise di Milano. Diversamente avrebbero sospeso il ricovero e avrei dovuto provvedere ad un’altra richiesta e attendere per un tempo indeterminabile che si liberi nuovamente un posto letto.
In pratica subisco un abuso di tipo amministrativo per cui il mio diritto alla cura viene contrapposto al mio diritto a presenziare per difendermi nell’ambito del processo che mi vede imputato.
Allo stato attuale io non ho ancora rinunciato a presenziare all’udienza del 17 giugno ma non facendolo non ho alcuna possibilità di far si che l’amministrazione penitenziaria rispetti il mio diritto ad essere curato.
Gli accertamenti ecografici effettuati presso la casa circondariale di Livorno mi hanno riscontrato una periartrite scapolo-omerale bilaterale.
E’ una patologia progressiva che porta, se non curata, all’immobilizzazione delle articolazioni delle spalle.
Già il 29 gennaio 2008 il medico ortopedico del carcere di Livorno ha richiesto la fisio kimesi terapia (FKT), poi sollecitata dallo stesso ortopedico il 21 marzo 2008.
E’ una terapia che può essere eseguita solo in un centro clinico attrezzato.
Mi vedo costretto quindi a subire questo ricatto e rinunciare all’udienza del 17 giugno, reputando in questo momento più importante la mia salute.
Ti chiedo solo di far presente questa situazione alla corte.
Per le udienze successive a quella del 17 giugno 2008, per quello che mi consta ora, intendo presenziare, anche perchè la mia patologia, per ora, non mi impedisce certo di essere tradotto in aula.
Ti allego alla presente copia della documentazione medica attestante la situazione della mia patologia come accertato dagli esami e dalle visite fatti a Livorno e riportato nella cartella sanitaria del mio fascicolo personale curato dall’amministrazione penitenziaria.
E’ una documentazione che finalmente, dopo un mese dal nulla osta concesso dalla Corte d’Assise, sono riuscito ad avere in copia.
E’ un’unica copia pertanto ti prego di farne copia e rispedirmela.

Per intanto ti saluto rinnovandoti la mia stima.
Claudio.

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