Lettera dal Carcere di Alessandria

20-7-08 Carcere di Alessandria

Sulla situazione carceraria qui, all’EIV di Alessandria, ci hanno messo le “gelosie” alle finestre. In sostanza queste sono delle strutture fatte di pannelli di plexiglas bianco attaccate all’esterno, dietro le sbarre delle finestre. Solo ai lati hanno tutta una cornice di 30 cm di rete per far passare un minimo di aria ma per il resto sono fatte apposta per eliminare la visuale verso l’esterno. L’utilità di queste “gelosie” è quella di impedire qualunque contatto con i detenuti comuni, di isolare la sezione e di impedire la solidarietà tra carcerati.

Fino a poco tempo fa queste “gelosie”, come le “bocche di lupo”, erano esclusiva del 41 bis ma da un po’ cominciano a essere usate anche nei regimi EIV.

Ovviamente queste misure non sono previste in nessun regolamento perchè sono tra i tipici espedienti del carcere duro usati per aumentare il senso di oppressione e la pesantezza della carcerazione.

Ora nelle celle non circola un filo d’aria e il caldo si sente il doppio, dato che è come stare a Luglio con le finestre chiuse. In più queste, essendo state installate anche nei corridoi e salette socialità, eliminano del tutto qualsiasi contatto visivo con l’esterno. Tutto il giorno la tua vista non guarda più lontano di 2 o 3 metri e questo, oltre ad esasperare la percezione della costrizione a cui si è sottoposti, si riperquote soprattutto sulla vista che a lungo andare ne viene danneggiata.

Vi ho già scritto in altre occasioni di quanto ristretti siano gli spazi in questa sezione e sulla totale mancanza di qualsiasi attività per i detenuti.

Ad ogni nostra richiesta la risposta della direzione era la mancanza di fondi. Ora sono arrivati…per peggiorare ancora di più le nostre condizioni. Quanto si vede da noi rispecchia la tendenza generale di questo governo che, a fronte di crescente sovraffollamento e di condizioni sempre più critiche nelle carceri, risponde con proclami di inasprimento delle misure contenitive per dare fiato alla tendenza reazionaria e sicuritaria che gli permetta di sviare l’attenzione dai problemi reali e per far passare nel frattempo in sordina i peggiori attacchi alle masse popolari e alle loro condizioni di vita.

Qui, contro questa ennesima provocazione, più di tanto non riusciamo a fare dato che siamo in pochi. Abbiamo parlato col comandante che ci ha detto che forse toglierà queste “gelosie” dai corridoi e salette comuni ma qui è convinzione di tutti che come sempre alle sue parole non seguirà nessun miglioramento. Staremo a vedere.

Abbiamo invece saputo che a Monza si stanno muovendo per ottenere qualche miglioramento e ci teniamo a esprimere loro tutta la nostra solidarietà.

Noi, nel limite delle nostre forze continuiamo a resistere con la consapevolezza che le lotte nelle carceri, nei posti di lavoro e in difesa di qualsiasi diritto vanno legate a una critica di tutta la società borghese, vera causa di soprusi, guerra e miserie.

Max e Antonio

 

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