SOLIDARIETÀ AL CONCHETTA

SOLIDARIETÀ AL CONCHETTA IN LOTTA CONTRO LO SGOMBERO!

Come “Associazione di Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati il 12 febbraio 2007” esprimiamo calda solidarietà ai compagni e alle compagne del Conchetta di Milano in lotta contro lo sgombero.
La nostra solidarietà vuole essere non solo di parole ma concreta con la partecipazione alle mobilitazioni che si stanno svolgendo numerose in questi giorni.
Abbiamo trovato sempre, da parte di questo centro, lo spazio aperto alle iniziative che abbiamo promosso per la difesa dei nostri parenti, compagni e amici arrestati oramai da due anni. Uno spazio libero, non succube ai ditkat del potere che mira alla criminalizzazione, demonizzazione e isolamento di tutti coloro che si oppongono alla barbarie della società classista dello sfruttamento. Un potere che punta alla divisione tra buoni e cattivi fra coloro che lottano e si organizzano per cambiare lo stato di cose presenti e che nega gli spazi di informazione e il diritto alla difesa a chi viene colpito dalla repressione e viene incarcerato come noi stessi abbiamo potuto largamente appurare nel lungo processo in corso che stanno subendo i nostri cari.
Il Conchetta oggi è espressione di un patrimonio di libertà coerentemente con quello storico che rappresenta e lo dimostra non solo custodendo il prezioso archivio di Primo Moroni ma anche agendo nella tradizione di lotta e di solidarietà che questo compagno aveva costruito attorno a sé: un compagno che si è sempre battuto al fianco dei prigionieri politici partecipando attivamente agli organismi e alle lotte contro il carcere e la repressione.
Forse è anche questo che vogliono cancellare con lo sgombero, la cultura della solidarietà non piace certo a chi comanda in questo mondo di guerre, di sfruttamento selvaggio e di razzismo.
Ci preme anche denunciare l’attacco di Riccardo De Corato, assessore di AN al Comune di Milano, a tutti i Centri Sociali, fatto utilizzando l’inchiesta della “rossa” Ilda Bocassini. Egli ha dichiarato che i Centri Sociali sono borderline con il terrorismo come dimostrano gli atti della sua inchiesta.
Succede così che le inchieste dei “rossi” (rossi di vergogna!) attuate con il lavoro dello staff della digos di Milano (sempre in odore di “rosso”) sono utilizzate dalla destra per criminalizzare e chiudere i Centri Sociali e per reprimere i compagni.
È emerso chiaramente, infatti, durante le udienze al processo in corso a Milano, che la digos effettua schedature di massa durante le iniziative e le assemblee di movimento (comprese le schedature dei mezzi di trasporto dei compagni) nonostante ciò sia illegale, come gli avvocati della difesa hanno fatto rilevare.
Senza esagerare, vorremmo ricordare che non è la prima volta che nella storia succedono cose simili.
La “sinistra” scheda, isola, incrimina chi mette in discussione le sue scelte di svendita, il suo revisionismo e l’asservimento all’imperialismo con l’appoggio alle sue guerre e, la destra, utilizza il suo sporco lavoro per la repressione, anche la più brutale.

Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati il 12/2/2007

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