Comunicato dei compagni ai domiciliari sulle Foibe

Care compagne e cari compagni,
vi inviamo questa lettera di saluto per dare il nostro contributo ad un’iniziativa che crediamo più che mai importante vista la sempre più infame legittimazione del fascismo da parte delle istituzioni, mentre vengono infangati i valori della resistenza e l’identità di chi ha dato la vita per una società senza oppressione. Il tema delle “foibe” rappresenta infatti una delle mistificazioni più gravi della memoria storica e si rivela un attacco nei confronti di tutti gli antifascisti di ieri e di oggi. Con la legge del marzo 2004 infatti, deputati, senatori e per ultimo il Presidente della Repubblica hanno istituito il “Giorno del ricordo”, invitando le istituzioni a “realizzare studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende”. Da quel momento viene ufficializzato un percorso di falsificazione e di disinformazione culturale che durava da decenni, rilanciando un becero revisionismo storico che trova sponde in ogni partito istituzionale. La borghesia, nel disperato tentativo di equiparare la violenza nazifascista a quella partigiana e comunista, vuole mettere sullo stesso piano aggressori e aggrediti. Per fare questo si è dotato di una serie di menzogne che riguardano ogni singolo fatto specifico: dal numero effettivo delle “foibe”, alla conformazione naturale delle stesse, dalla quantità dei cadaveri ritrovati, alla loro appartenenza militare, fascista o meno. Per non parlare della totale indifferenza dimostrata nei confronti di tutti quei partigiani, jugoslavi e italiani, che per anni hanno subito l’occupazione e la tortura nazifascista e che non tollerarono la tacita presenza degli aggressori nelle proprie terre anche dopo la liberazione. Lo sfacciato stravolgimento storico che trova il suo apice nell’argomento “foibe” rivela in realtà la sua vera funzione, che è quella di infangare un’esperienza rivoluzionaria e comunista che oggi “rischia” di tornare attuale. Infatti la crisi del sistema capitalista, che provoca guerre, povertà ed un’instabilità economica e sociale diffusa, crea un terreno fertile affinché i proletari prendano coscienza che l’unica via per raggiungere condizioni di vita dignitose è un cambiamento radicale della società e dei rapporti di forza che la regolano. è necessario quindi per la borghesia rilanciare campagne di criminalizzazione nei confronti di tutti quei proletari che si sono organizzati e che si organizzano in un’ottica rivoluzionaria e comunista, arrivando così ad una vera e propria riabilitazione del fascismo sia sull’aspetto propagandistico che su quello repressivo. Gli esempi sono molti: la revisione storica dei processi di liberazione dal nazifascismo, l’infame paragone tra partigiani e “ragazzi di Salò”, la criminalizzazione mediatica di tutte quelle esperienze antagoniste alle logiche istituzionali, la propaganda mirata a creare guerre tra poveri come la caccia all’immigrato o il delirio securitario, per arrivare fino alla legittimazione delle aggressioni di stampo razzista e fascista che sempre più spesso vengono compiute nelle città. Se poi aggiungiamo l’utilizzo di articoli penali nati nell’epoca fascista, come i reati associativi, a causa dei quali noi stessi siamo stati arrestati 2 anni fa e per i quali siamo attualmente sotto processo e con iquali continuano a incarcerare i rivoluzionari, allora diventa più che mai chiaro che dal fascismo non si è mai tornati indietro.A fronte dei continui e crescenti attacchi al movimento partigiano e comunista, pensiamo sia necessaria una controinformazione puntuale e determinata, affiancando alla difesa del patrimonio storico una pratica rivoluzionaria che sia in grado di mantenere alta la bandiera dell’esperienza comunista e di difenderne le sue radici. Le stesse radici forti e vitali di tutti i popoli oppressi che combattono contro gli oppressori imperialisti e che hanno dimostrato, e continuano a farlo che a scrivere la storia è chi lotta per la liberà. Ostacolare ogni tipo di reazione e difendere la memoria storica significa segnare la strada verso una reale prospettiva rivoluzionaria. Difendere la resistenza partigiana è un attacco all’imperialismo! PARTIGIANI SEMPRE!!!

Alcuni detenuti agli arresti domiciliari: Toschi Alessandro, Salotto Federico Mazzamauro Alfredo ,Caprio Amarilli, Magon Michele

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