Corrispondenza dalle gabbie – 24° udienza

Questo 23 gennaio era l’udienza di riapertura dopo la pausa “feste”, conto tenuto che quella del giorno precedente era stata da noi disertata essendone protagonista l’infame-collaboratore. Per noi era l’occasione di ritrovarci dopo le solite vicissitudini carcerarie: la maggior parte trasferiti a Catanzaro, per un solo mese, affrontando così due massacranti viaggi in furgone di due giorni ciascuno. Ritroviamo anche il nostro compagno ristretto all’E.I.V. di Alessandria dove sono impegnati nella settimana di sciopero della fame contro l’ergastolo. Che questa giornata fosse particolare lo si è capito d’entrata. La discesa in campo del senatore Ichino, in quanto presunta parte lesa, e ben più reale agente delle politiche governative antiproletarie, era accompagnata dall’apparato politico-mediatico. Si trattava, all’evidenza, di un momento importante per lo stato borghese, nella sua strategia di contrasto e delegittimazione dell’istanza rivoluzionaria. Così, ci siamo disposti a rispondere. Siamo intervenuti, a preambolo, per precisare il nostro punto di vista: “ Va benissimo che venga in aula questo personaggio, a completare ed evidenziare i due campi di lotta. Da una parte gli agenti del capitale, della borghesia imperialista, insieme ai fascisti-razzisti, come quelli di Forza Nuova, ed allo stato borghese, nella rappresentanza del Consiglio dei Ministri. Dall’altra noi militanti, a diverso titolo, della classe operaia, del proletariato e dei popoli oppressi, della loro comune lotta contro l’imperialismo. Le barbare aggressioni in corso, contro il mondo del lavoro e contro i popoli oppressi, dimostrano come il campo borghese si muova in logica di vera e propria guerra di classe. E fa di tutto per tenere il proletariato in stato di divisione e di confusione, facendone massa di manovra per le proprie consorterie di potere e le proprie farneticanti ideologie reazionarie. Perciò a noi, al nostro campo, spetta il compito politico inderogabile di porsi al livello della guerra di classe, come unico terreno adeguato su cui rispondere all’incessante ondata reazionaria e su cui sviluppare la prospettiva rivoluzionaria.”. “Armati” di pazienza abbiamo poi dovuto ascoltare le lamentele di questa presunta povera vittima (potenziale per di più!). Partecipante all’osceno spettacolo odierno per cui la classe degli sfruttatori, affamatori, bombardieri e torturatori, che guida il mondo, si atteggia sempre a vittima…costretta a rispondere alla “follia” terroristica degli oppressi. A Gaza, la più orripilante delle sue interpretazioni. Ma a tutto c’è un limite. Sentirlo pontificare sulla “libertà di pensiero” e sulla pretese di “riforme nell’interesse dei lavoratori”.era davvero troppo! Così siamo saltati su a ribattere, a ristabilire la semplice verità: “La vostra è libertà di sfruttare…siete una banda di sfruttatori, massacratori di operai, agenti della guerra di classe .ecc” Espulsione! Cui è stato associato anche il pubblico, visto che anche certi militanti operai presenti non ci hanno visto più davanti a tali servi del padrone e si sono solidarizzati nella critica politica. Il tutto, in fin dei conti, è stato positivo. Si è tradotto in un ennesimo momento di scontro e chiarificazione. Ciò che si può ben verificare nei segni di simpatia che ci si manifestano attorno, qui tra i proletari prigionieri in queste occasioni. Ancora, in finale di udienza, c’è stato un momento significativo. All’appello del giudice per programmare gli interrogatori, si è risposto con una bella sequela di “No”. Da parte di tutti, salvo due casi particolari. Questo, pur nella legittima differenza di posizioni politiche e giuridiche, ha dato concretezza a quella “unità nella lotta”-“lotta nell’unità”, che è possibile stabilire come base comune a tutte le forze militanti sinceramente interessate all’avanzamento della prospettiva rivoluzionaria. Tracciando chiaramente, in teoria e prassi, gli elementi di linea politica capaci di orientare il campo di classe e delimitandolo rispetto alle tendenze opportuniste. Lottare insieme, alla ricerca della via rivoluzionaria. E imparare nello sviluppo della prassi. I seguenti commenti dei funzionari di Goebels sono molto interessanti. I soliti loro insulti “fanatici, isolatissimi…malati da curare.”, in evidente contraddizione con le preoccupazioni manifestate: “Potrebbero inserirsi nel montante malcontento sociale provocato dalla crisi e dar luogo a pericolosi sviluppi..”. E dicono ciò con l’occhio inquieto guardando alla Grecia, alla Francia, ma anche ai recenti sviluppi di massa nell’Europa dell’est. Eh si, avete ragione. Faremo la nostra parte per concretizzare i vostri incubi.. che sono i sogni di liberazione degli oppressi, dei “dannati della terra”.
Guerra all’imperialismo!
Viva la Rivoluzione Proletaria!
Alcuni compagni del processo PCP-M di Milano Gennaio 2009

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