Allegato agli atti – Il capitalismo non ha difetti, esso E’ il difetto.

SOLIDARIETÀ AGLI OPERAI IN LOTTA COLPITI DALLA REPRESSIONE
Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di vedere lo Stato democratico all’opera con le manganellate sulle teste degli operai FIAT di Pomigliano d’Arco in lotta per difendere il posto di lavoro. Con tre brutali cariche a freddo, le forze della repressione hanno cercato di impedire che la giusta lotta degli operai valicasse i cancelli della fabbrica coinvolgendo la popolazione con il blocco dell’autostrada. Cogliamo oggi l’occasione per esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà agli operai FIAT di Pomigliano così come a tutte quelle situazioni che lottando, non intendono subire passive gli effetti della crisi del capitalismo. È proprio nel contesto della crisi economica che governo e padronato applicano la solita ricetta di farne pagare i costi alla popolazione gettando nel lastrico centinaia di migliaia di famiglie con la cassaintegrazione ne il licenziamenti. Per il capitalismo, si sa, i lavoratori sono solo un costo, un costo da tagliare pesantemente in tempi di crisi. Ma non basta, occorre annichilire ogni possibilità di protesta e di lotta. “Subire e stare zitti” è l’imperativo dei padroni rivolto agli operai. Per questo lo Stato, garante dell’ordine borghese, bastona pesantemente gli operai che osano lottare; per questo si incarcerano i comunisti che intendono attrezzarsi per farla finita con il loro sporco modo di produrre e di organizzare la società. Ma ancora non basta: eminenti economisti, intellettuali, giuslavoristi si prodigano tutti i giorni a fare capire agli operai che i sacrifici sono necessari, che serve ancora una volta rinunciare a qualche piccolo diritto per il bene di “tutti”. Contratto unico, flexsecurity, modifiche allo statuto dei lavoratori, nuovi modelli contrattuali, ecc: tutte ricette per far pagare ai lavoratori l’inevitabile crisi provocata dal modo capitalistico di produrre. E quegli stupidi lavoratori che non vogliono capire e si ribellano, diventano automaticamente dei “criminali”. Così si sono sentiti chiamare dal pacato e moderato Pietro Ichino i metalmeccanici che nel 2006 invasero le autostrade dell’intero paese contro l’arroganza di Federmeccanica che concedeva miseria per il rinnovo del CCNL. Chissà come definirà ora gli operai di Pomigliano, disposti a prendersi le manganellate pure di difendere il posto di lavoro. Chissà come verranno definiti se oseranno reagire. Più gli effetti della crisi evidenziano la miseria cui il capitalismo sta spingendo le masse popolari del nostro paese e del mondo intero, più si rende evidente una cosa: che il capitalismo non ha difetti, è esso stesso il difetto. Per questo non c’è altra via d’uscita positiva dalla crisi che il superamento, l’abbattimento del capitalismo e l’instaurazione di una società socialista.
PIENA SOLIDARIETÀ AGLI OPERAI FIAT DI POMIGLIANO IN LOTTA.
LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI,  NO AI SACRIFICI
LA RIVOLUZIONE È NECESSARIA, LA RIVOLUZIONE È POSSIBILE.
Milano, 10 Febbraio 2009
I militanti comunisti prigionieri Bortolato Davide, Latino Claudio, Sisi Vincenzo, Davanzo Alfredo, Gaeta Massimiliano, Ghirardi Bruno, Toschi Massimiliano

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