Cronache udienze dal 2 al 23 febbraio

Le udienze si sono svolte dal 2 al 23 febbraio.
Mai è mancata la presenza solidale del pubblico formato da parenti e amici, da compagni, operai, colleghi di lavoro e di università degli imputati. Dal 2 al 20 febbraio sono passati davanti alla Corte i testi chiamati a deporre dalla difesa. Decine di operai e di colleghi di lavoro dei compagni in carcere sono venuti a testimoniare davanti alla Corte della vita in fabbrica degli imputati e dell’impegno di lotta al loro fianco per migliori condizioni di vita e di lavoro. A dispetto di Ichino, dell’accusa e di tutta la stampa prezzolata che ha parlato dei nostri familiari e amici come di “estranei al mondo del lavoro”, di gente isolata e criminale, noi, che siamo stati in aula abbiamo visto, invece, quanto i compagni erano e sono amati e riconosciuti nel loro posto di lavoro. Naturalmente di tutto ciò non si è vista nemmeno una riga sui fogliacci della stampa borghese che dà notizie sul processo solo quando vengono in aula i testi “vips” dell’accusa tra cui personaggi veramente loschi e criminali che nulla hanno a che fare con la trasparente storia di militanza e di vita dei nostri cari, ricordiamo a titolo d’esempio l’infame Maniero e altri elementi della sua banda. Non ci stupisce che l’accusa vada a braccetto con simili individui oltre che con Forza Nuova. Sono venuti in aula anche numerosi studenti di Scienze Politiche di Milano a parlare della vita e della lotta all’università a fianco di Amarilli e di Alfredo ora sotto processo. Molti giovani ma, anche pensionati, hanno illustrato le attività politiche e sociali sia del Centro Popolare Gramigna che dell’Associazione “Nicola Pasian” organismi attivi a Padova da decenni e riconosciuti da centinaia e centinaia di giovani, studenti, lavoratori, disoccupati, precari, donne e frequentati da famiglie proletarie con viva e allegra presenza di numerosi bambini. Ci sono stati anche molti testimoni, estranei all’ambiente dei compagni, che hanno fatto cadere pezzo dopo pezzo alcune accuse specifiche nei confronti degli imputati. A titolo d’esempio, la testimonianza del comandante dei vigili del fuoco che ha svolto l’intervento per spegnere un incendio alla sede di Forza Nuova di Padova di cui sono stati accusati due imputati di questo processo. L’intervento è stato richiesto alle 4.58 mente la presenza dell’auto con i due compagni nella zona dell’incendio è stata segnalata dalla digos alle 2.00. É apparso chiaro, anche dagli interrogatori fatti dalla difesa ai poliziotti, che i nomi dei compagni nelle indagini sono stati aggiunti a posteriori, per deduzione. E noi aggiungiamo per incastrarli e portare così elementi (visto che veramente scarseggiavano) a favore dell’accusa per il reato associativo. Del resto, a più riprese, durante queste udienze pezzi grossi della digos sia di Padova sia di Milano hanno beatamente detto in aula che era loro convinzione che i compagni inquisiti fossero colpevoli perciò era logico che fossero stati loro a commettere i reati. Va segnalata anche la testimonianza di un semplice vicino di casa di Andrea Scantamburlo che ha rivendicato l’appartenenza di alcune mappe di Albignasego (paesino del padovano dove secondo l’accusa sarebbe avvenuto un tentato furto a un bancomat) che gli servivano per un progetto di architettura, mappe sequestrate nel “locale biciclette” della palazzina il 12/2/2007, tanto che ne ha chiesto e ottenuto il dissequestro. Ricordiamo che Andrea, dopo essere stato messo ai domiciliari, è stato riarrestato e si trova ancora in carcere. Nell’udienza del 10 febbraio i compagni dalle gabbie hanno chiesto la parola, concessa dalla Corte, ma appena Vincenzo Sisi, operaio rivoluzionario, ha iniziato a parlare, la solita Bocassini ha iniziato a inveire impedendo la lettura del comunicato. Era un comunicato di solidarietà agli operai di Pomigliano caricati vigliaccamente il 5 febbraio dalla polizia mentre manifestavano per la difesa del posto di lavoro. La Bocassini crede di perseguire così l’intento di dimostrare che questo non è un processo politico, per lei solo Ichino ha diritto di utilizzare il tribunale per fare propaganda politica, ma così facendo mostra esattamente l’opposto. Nell’udienza del 20 febbraio il compagno Alessandro Toschi, detenuto ai domiciliari, ha letto una dichiarazione spontanea anche a nome di altri imputati ai domiciliari riguardo alla loro militanza al Centro Popolare Gramigna di Padova.

Ass. Parenti e Amici

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