Cronaca udienza 3 marzo 2009

Due secoli di galera! Questa la richiesta della pm Bocassini al termine della sua requisitoria contro i compagni arrestati il 12 febbraio 2007. Una lunga requisitoria con ripetute cadute di stile, offese, mancanza di rispetto e denigrazione nei confronti degli imputati come il dubbio più volte espresso sulla loro sanità mentale! Un continuo di sgrammaticature, un confondersi e sbagliare i nomi degli imputati e, nemmeno una sola parola giuridica. Sorge il fondato dubbio sulla sua cultura generale. Passi, ma ciò che risulta più evidente e grave è l’assenza totale di basi minime sul sapere in campo giuridico. Dal suo solito pulpito, circondata dalla scorta, agenti di polizia, digos, telecamere e fotografi, la Bocassini ha riassunto col suo “sermone” le tesi dell’impianto accusatorio alla maniera scandalistica di solito usata dalla stampa. Sembrava di leggere i giornalacci dopo gli arresti: “Li abbiamo fermati prima di uccidere, avevano legami con la malavita e la mafia ecc”. Per lei la fase istruttoria e dibattimentale nella quale le accuse più provocatorie, come quella di voler attentare alla vita di Ichino o, quelle assurde, del legame con la criminalità organizzata, sono state smontate senza ombra di dubbio dalle testimonianze e dal collegio difensivo, è carta straccia. La pm ha così ribadito il suo ruolo di rancorosa nemica della lotta di classe, figlia delle ideologie reazionarie e poliziesche che hanno caratterizzato la più oscena lotta contro il movimento antagonista e rivoluzionario in Italia, ideologie patrocinate da Pecchioli e Violante, passate nella magistratura e ben interpretate, ad esempio, da Spataro, che ha diretto questa inchiesta e dal “compagno” Salvini che ne è stato il Gip. Il suo rancore è stato alimentato dal fatto che, a suo dispetto, il processo si sia mostrato quale era, un processo politico e che gli imputati si siano mostrati fieri della loro identità comunista. Non pazzi isolati ma avanguardie amate e riconosciute dai compagni di lavoro e di lotta. I compagni non sono mai rimasti soli, anzi, la solidarietà che hanno ricevuto, da amici o semplici conoscenti, dai colleghi di lavoro, da realtà di movimento ha dimostrato che sono riconosciuti dalle masse ed interni, parte integrante, alla lotta di classe. Forse non molti ci avranno riflettuto ma, la democratica signora, difenditrice dei valori della Costituzione (ama spesso ammantarsi di questo), ha richiesto di fatto l’ergastolo per una parte di compagni. Infatti, nel concreto, è questo quello che significa richiedere 22 anni di galera per persone che hanno superato i 50 anni di età! Le richieste esorbitanti, soprattutto se confrontate con i fatti concreti sotto processo, sono comunque una manifestazione della debolezza e della paura che lo stato borghese ha, di fronte alla crisi sempre più profonda ed un immiserimento continuo delle masse popolari, che il malcontento si organizzi e diventi lotta politica. Attraverso attacchi repressivi, anche preventivi, e attraverso punizioni esemplari verso tutti coloro che alzando la testa, si cerca di annientare ogni idea e pratica per il cambiamento dello stato di cose presente. I due secoli di galera richiesti sono contro tutti coloro che pensano che oggi si possa ancora alzare la testa, lottare e organizzarsi per conquistare un mondo diverso, senza sfruttamento e guerre.

Rispondiamo alle richieste delle condanne facendo sentire, attraverso telegrammi, lettere, comunicati, la nostra vicinanza ed affetto ai compagni che continuano nella loro resistenza a lottare mantenendo salde le loro idee e la loro identità politica!

Mercoledì 18 marzo si presenteranno in aula le parti civili: Ichino, Forza Nuova, lo Stato. Riempiamo l’aula con una presenza forte e solidale ricordando che solo 2 giorni prima e proprio nella città di Milano ricorre l’anniversario della morte del compagno Dax, (Davide Cesare), assassinato per mano fascista il 16 marzo 2003.

Comunque, grazie Bocassini, perché, se per caso in qualcuno si fosse affievolito l’odio di classe, offri nuova linfa per alimentarlo!

Uniti e forti nella solidarietà di classe!

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