Lettera di Bruno dal carcere di Opera

Verso la fine d’aprile io e gli altri compagni coimputati siamo stati trasferiti dai carceri dove ci trovavamo per il processo (Pavia, Vigevano, Piacenza) a Opera, sezione EIV. Avvenimento curioso visto il prossimo termine del processo, e date le circostanze, non avvenuto per favorirci in qualche modo. Le cose si sono disvelate rapidamente; gli altri prigionieri sono stati spostati in un’altra sezione e si è così appreso che eravamo inseriti in una nuova categoria: AS2, per cui come “politici” dovevamo stare isolati dagli altri per “…evitare fenomeni di proselitismo…”. Questa differenziazione era già in atto nel carcere di provenienza, Siano (Cz), prima dell’emissione di questa circolare. Le altre categorie: AS1 riguarda chi proviene dal “41bis”, mentre l’AS3 chi genericamente ha reati e comportamenti “pericolosi” per l’amministrazione carceraria. Il tutto in un quadro di generale movimenti sotto il segno dell’isolamento e della differenziazione anche per genere. Così, gli anarchici risultano assegnati ad Alessandria, i “neri” a Terni, gli islamici a Macomer. Un accenno su quest’ultima situazione: dal poco che si è saputo se ne parla come di una Guantanamo nostrana. Isolati in mezzo alla Sardegna, niente televisore, porte blindate chiuse 24 ore al giorno. Tutto questo in quadro generale di peggioramento della prigionia, per cui, come già anticipato a mezzo stampa, si progettano nuovi padiglioni negli spazi disponibili ad attività comuni, o navi-prigioni al fine di ficcarci più persone possibile. Per colmo, usando denaro del Fondo preposto al “reinserimento” (sic!) dei detenuti. Ancora una volta il carcere riflette le dinamiche sociali, rispetto a una crisi economica cui la borghesia è incapace di dare soluzione, stante il suo carattere strutturale, se non peggiorando ulteriormente le condizioni di vita dei lavoratori e quindi aumentando la repressione e l’autoritarismo. Così aumentano le possibilità di finire in carcere, è stato pure ripenalizzato l’“oltraggio a pubblico ufficiale”, come pure vengono criminalizzati comportamenti attinenti al vivere (svaghi, ritrovi, musica…) e alla sopravvivenza (lavoretti di varia natura, instabili e poco redditizi). Per il reato del 41bis, oltre alla teleconferenza, è stato tolto il gratuito patrocinio, diventando così questo paese l’unico al modo che nemmeno pro-forma garantisce il diritto alla difesa. Al contrario è garantita l’impunità agli squali dell’alta borghesia con leggi e stratagemmi. Come prigionieri, ogni aumento dell’isolamento e della differenziazione peggiora le condizioni di vita; solo con questa coscienza si possono sviluppare comportamenti unitari e forme di lotta proficue. Questo mentre il ministro-galoppino Alfano sbrodola gongolante che le ultime misure in tema di 41bis sono al limite della costituzione: Norme, per altro, appoggiate dalla pseudo-opposizione. E’ da notare che queste norme, che interdicono, per esempio, i “domiciliari” per alcuni reati, sono state inserite nel provvedimento sulla “violenza sessuale”. Quelle sull’allungamento del 41bis, nel provvedimento sull’immigrazione clandestina, cioié in maniera subdola. Questo la dice lunga sull’”etica” del regime. Mentre la dimensione del carcere ingloba tutti potenzialmente, come una proiezione orwelliana.

Saluti comunisti
Bruno Ghirardi
Carcere di Opera 1°giugno 2009

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