No ai trasferimenti, no alla differenziazione, no al 41bis!

Oggi, 13 giugno 2009, ci sarà la sentenza contro i compagni arrestati il 12/2/2007 con l’uso dei reati associativi di triste memoria fascista. Il clima forcaiolo, creato ad arte per questa occasione è sotto gli occhi di tutti: la sentenza viene letta nell’aula bunker invece che al tribunale dove si è sempre svolto il processo; al giudice Cerqua che presiede la Corte è stata messa per l’occasione la scorta (alcuni giornali bugiardoni e infami titolano: Cerqua minacciato di morte); all’ultimo momento vengono sostituiti tre dei giudici popolari in carica con i giudici supplenti, ma non basta. Viene conclusa, ad arte, dalla procura romana una inchiesta in atto da tempo, sempre per reati associativi, che ha portato in questi giorni in carcere 5 compagni e il fatto viene utilizzato terroristicamente dai mass media che puntano a collegarli al processo in corso e a creare un fosco e preoccupante clima attorno al prossimo G8. Non importa se gli indizi sono labili e le intercettazioni fanno sorridere gli stessi inquirenti. Non ci stupiamo, abbiamo già visto la stessa cosa con l’arresto dei nostri cari prima della manifestazione di Vicenza contro il raddoppio della base americana nel febbraio 2007. Siamo qui per denunciare tutto questo, un attacco continuo e preventivo contro ogni progettualità politica rivoluzionaria per tentare di isolarla e renderla criminale ed esterna al movimento di classe. Ma questo processo ha mostrato chiaramente che così non è. I compagni in carcere hanno avuto una grande solidarietà che, nonostante il tentativo di reprimerla, si è rafforzata nel tempo. Come Associazione di Solidarietà Parenti e Amici siamo oggi presenti non solo per portare il nostro sostegno agli imputati ma anche e soprattutto per protestare contro il loro possibile trasferimento al carcere confino di Siano Catanzaro a più di mille chilometri di distanza oltre che dalla sede processuale anche dagli affetti e dai compagni di lotta. Questo non accade solo ai nostri parenti ma a molti altri prigionieri. Infatti, nella nuova circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (che tutto autoritariamente e centralmente decide), viene incentivata la differenziazione tra i prigionieri con la riorganizzazione carceraria in circuiti rigidamente separati in modo da evitare possibili “contagi”. Certo è che i prigionieri politici rivoluzionari sono visti come la peste! Parallelamente viene peggiorato il già barbaro trattamento di tortura e isolamento del 41 bis e vengono preparate nuove sezioni speciali (carceri nelle carceri) in istituti già esistenti e ne vengono costruiti di nuovi. Così la differenziazione e la deportazione, logiche portanti in atto da anni nel sistema carcerario, vengono oggi incentivate e normate peggiorando le condizioni di vita dei detenuti e di chi li sostiene. Tutto questo comporta enorme dispendio di denaro pubblico (cioè nostro) e non è per migliorare le condizioni di vita dei prigionieri ma per peggiorarle. La gestione che viene data dallo stato è in nome della sicurezza del paese, in realtà è per la loro sicurezza di continuare a sfruttare, fare guerre e stragi sui posti di lavoro, proseguire nella corruzione e nel ladrocinio.

No ai carceri confino e alle deportazioni!
Solidarietà ai compagni arrestati negli ultimi giorni e ai loro parenti!
Saluti solidali a Madda e Beppe rinchiusi qui a San Vittore!compagni

parenti

corteo

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