Sul processo alla solidarietà, comunicato del CCCPSRI

Il processo che doveva svolgersi il 7 luglio ai compagni arrestati per aver espresso solidarietà agli arrestati del 12 febbraio 2007 è stato rinviato a novembre, riportiamo qui il comunicato che fecero i Compagni/e per la costruzione del Soccorso Rosso in Italia.

PROCESSO ALLA SOLIDARIETA’

Martedì 7 luglio presso il tribunale di Monza si svolgerà il processo contro i 4 compagni arrestati il 14 febbraio 2007 (allora tenuti in carcere 4 giorni) accusati di “Istigazione a delinquere” per un attacchinaggio.
Questo attacchinaggio è avvenuto in relazione all’azione repressiva del 12-02-2007(“Operazione Tramonto”) che ha portato all’arresto di 15 militanti comunisti di recente condannati con pene molto pesanti che, per alcuni, arrivano fino a 15 anni.
La giustizia borghese, di fatto, accusa i 4 compagni di aver manifestato solidarietà agli inquisiti dell’”Operazione Tramonto”.
Un processo simile si è svolto, alcuni mesi fa, a Rieti contro 2 compagni che esposero uno striscione di solidarietà con i compagni prigionieri.
Per impedire la possibile ripresa del movimento rivoluzionario lo stato borghese mette in campo una strategia repressiva che si dispiega su due piani:
In primo luogo vengono colpite le avanguardie comuniste che si organizzano per costruire una prospettiva rivoluzionaria.
In secondo luogo tutte le espressioni di solidarietà verso chi viene colpito dalla repressione, in particolare verso i militanti rivoluzionari.
Non è da oggi che viene colpita la “solidarietà”: uno dei casi più significativi è rappresentato dalla vasta operazione repressiva che nel 1985, in varie città italiane, portò in carcere decine di compagni impegnati in particolare nel Coordinamento dei Comitati contro la Repressione.
Anche in alcuni paesi europei -in Spagna soprattutto- è fortissimo l’attacco repressivo agli organismi di sostegno ai prigionieri del PCE-r, dei GRAPO e ai prigionieri indipendentisti baschi. Il teorema di magistratura e polizia spagnole è che “tutto è PCE-r”, tutto è GRAPO”, “tutto è ETA”.
In Italia negli ultimi mesi numerosi sono gli esempi di attacco alla solidarietà. A seguito della manifestazione contro il 41bis, avvenuta nel 2007 davanti al carcere dell’Aquila, dove all’epoca era detenuta (appunto in regime di 41 bis) la compagna Nadia Lioce delle BR-PCC,sono scattate numerose denunce per apologia di reato e istigazione a delinquere contro decine di compagni presenti al corteo e al presidio.
A seguito dell’”operazione Tramonto” magistratura e polizia si sono prodigati, in maniera quasi maniacale a registrare tutti quei segnali di sostegno agli imputati: ogni scritta, ogni volantino, ogni manifestazione, sia in Italia che all’estero è stata “annotata” fino ad arrivare alla produzione di un “faldone sulla solidarietà” che è stato utilizzato nel processo di Milano appena concluso.
Nel processo stesso possiamo dire che è stata colpita la solidarietà: ad alcuni compagni imputati è stata appesantita la condanna perché con comunicati e determinati comportamenti processuali hanno manifestato il loro sostegno agli altri coimputati: ciò è accaduto, per esempio, quando i compagni ai “domiciliari” hanno espresso la loro solidarietà ai compagni prigionieri che, durante un trasferimento da un carcere all’altro, subirono un pesante pestaggio. Oppure, quando un compagno si è vista rifiutare la richiesta di “domiciliari”con la motivazione che durante le udienze non ha preso le distanze dagli altri compagni. Qui, in particolare, è stato colpito il rifiuto a dissociarsi dalla lotta rivoluzionaria.
In definitiva riteniamo che l’attacco alla solidarietà, pur non essendo l’aspetto primario della controrivoluzione, rappresenta di certo un aspetto notevole della strategia repressiva.
Infatti, cercando di stroncare la “solidarietà”, si tenta di fare terra bruciata intorno ai militanti comunisti e, di conseguenza, si tenta di neutralizzare l’ipotesi rivoluzionaria da loro rappresentata.
Pertanto se la solidarietà viene repressa la risposta migliore da dare è quella di incrementarla ed estenderla!
Vanno sviluppati, sempre più, organismi di sostegno ai rivoluzionari prigionieri, contro la repressione e il carcere imperialista consapevoli del fatto che questi aspetti contribuiscono alla ripresa del movimento rivoluzionario.

AL FIANCO DEI QUATTRO COMPAGNI PROCESSATI A MONZA!
AL FIANCO DEI COMPAGNI ARRESTATI E INDAGATI IL 10 GIUGNO A GENOVA, ROMA E MILANO!
SOLIDARIETA’CON TUTTI I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI IN ITALIA, IN EUROPA E NEL MONDO!
DIFENDERE LA SOLIDARIETA’ ESTENDENDOLA ED ORGANIZZANDOLA!

Compagne e Compagni per la Costruzione del Soccorso Rosso in Italia

5/7/2009                                                                      cccpsri1@gmail.com

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