CONTRO IL RAZZISMO, LA REPRESSIONE, IL CARCERE ESTENDERE LA SOLIDARIETA’ DI CLASSE!

Le violenze e le aggressioni fasciste aumentano, i comportamenti xenofobi si moltiplicano, così come le espulsioni e i respingimenti in mare di barconi carichi di persone disperate. Dentro l’accentuarsi della crisi capitalistica, i padroni e il loro stato soffiano sulla mobilitazione reazionaria. Prende piede la paura del diverso, la diffidenza verso l’“extracomunitario” fino all’odio per coloro che sarebbero rei di “rubarti il lavoro, la casa”, di “far abbassare i salari”. E’ un modo per indirizzare il malcontento generalizzato per la miseria e la disoccupazione che avanzano contro un finto nemico invece che contro i padroni, unici veri responsabili della situazione di precarietà delle masse. Il tutto è legittimato e incentivato dalle forze politiche istituzionali, nessuna esclusa, che, a conferma della loro politica reazionaria e fascista, hanno approvato il ddl 733 noto come “pacchetto sicurezza”. È infatti con questa legge che è stato introdotto il reato di clandestinità ed è stata aumentata a 180 giorni la “detenzione amministrativa” nei Centri di Identificazione ed Espulsione, veri e propri lager. Sono state istituzionalizzate le “ronde”, coacervo di fascisti d’ogni risma, di poliziotti e carabinieri in pensione, di sedicenti “volontari” finanziati e appoggiati da organizzazioni politiche reazionarie che si uniscono ai militari già presenti sul territorio per pattugliare i quartieri. A questi aspetti più “visibili” del pacchetto sicurezza, poiché su di essi si è incentrata la discussione e la protesta del movimento antirazzista, vanno aggiunte tutte le norme repressive che colpiscono i movimenti, i prigionieri, in particolare quelli politici: dal nuovo 41bis fino all’attacco alla libertà di associazione. ? L’ a r t . 4 1 b i s è s ta t o ulteriormente modificato con un pesantissimo aumento delle restrizioni e della sua durata ed ora è previsto che i detenuti sottoposti al regime speciale di detenzione debbano essere ristretti in istituti a loro esclusivamente dedicati, collocati preferibilmente in aree insulari. – Chiunque consentirà a un detenuto sottoposto al 41bis di “comunicare con altri” (quindi anche solo pubblicare una loro lettera) sarà punito con la reclusione da uno a quattro anni e, se avvocato, da due a cinque anni. – Contemporaneamente, con una circolare del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, è stato rimodellato il circuito Carcerario e l’Alta Sicurezza viene articolata in AS1 – AS2 (ex EIV) e AS3, con aumento della differenziazione dei prigionieri a seconda dell’identità. inoltre agli imputati di reati politici vengono tolti i domiciliari e sancito l’obbligo del carcere. – Viene pesantemente limitata la libertà di associazione: è infatti previsto che quando si ritiene che l’attività di organizzazioni, movimenti o gruppi favorisca la commissione di reati di terrorismo anche internazionale, può essere disposta la sospensione di ogni attività associativa. Si potrebbero così colpire associazioni di solidarietà internazionale che sostengono le organizzazioni antimperialiste e rivoluzionarie inserite nelle “Liste Nere”, o quei gruppi che solidarizzano con i prigionieri politici. – Anche per i “reati di piazza” sono aumentate le pene, è stato reintrodotto il delitto di oltraggio a pubblico ufficiale e, per l’“imbrattamento”, sono previste sanzioni anche per chi vende bombolette. Tutti coloro che hanno approvato questa legge, anche i “sinistri” partiti che si riempiono la bocca di antirazzismo, temono che la possibile ribellione dei lavoratori e delle masse prenda strade rivoluzionarie! In tale contesto, compito di militanti e compagni deve essere non solo quello di intervenire sul territorio contro gli episodi di razzismo e fascismo ma anche di attivarsi per ricostruire una cultura e una pratica di solidarietà di classe che consolidi all’interno del proletariato una concezione basata sul superamento delle divisioni, fomentate strumentalmente al suo interno per frammentarlo e spezzarne la resistenza, e che punti all’unificazione del fronte del proletariato stesso contro il nemico di classe e il sistema che lo caratterizza. Fa parte di questo compito, ed è indissolubile da esso, la solidarietà a tutti coloro che subiscono le misure repressive e finiscono nei lager di stato, siano CIE o galere, e il sostegno alla loro lotta di resistenza. E non vanno “dimenticati”, ma vanno rivendicati come parte del movimento di lotta, tutti i compagni in carcere che aumentano continuamente e sono tenuti rinchiusi nei nuovi gironi carcerari, isolati dal resto dei prigionieri perché le loro idee e la loro pratica rivoluzionaria potrebbe “contagiare” gli altri detenuti. La loro incarcerazione e il trattamento che subiscono fanno parte del tentativo dei padroni e del loro stato di indebolire la lotta di classe con l’attacco frontale ad ogni embrione di organizzazione rivoluzionaria e sono la dimostrazione più chiara di quanto sia temuto il loro esempio. È proprio per cercare di piegare la loro resistenza che i rivoluzionari prigionieri vengono sottoposti al “carcere duro”, a punizioni e pestaggi. Tra qualche giorno, il 21 ottobre a Roma, ci sarà l’udienza preliminare contro 7 dei compagni, arrestati il 12 febbraio 2007 con l’accusa di voler costituire il Partito Comunista p-m, imputati per violenza e resistenza. I primi di ottobre dello scorso anno, durante un trasferimento dal carcere confino di Siano-Catanzaro, nel carcere di Rebibbia, hanno subito un pestaggio perché hanno protestato contro le degradanti perquisizioni corporali a cui sono stati sottoposti. Da “vittime” a colpevoli, sono stati denunciati per i reati 336, 337, 339, 590, 594, 650 c.p. (violenza, minaccia, resistenza a Pubblico Ufficiale aggravata, lesione personale e inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità). Vogliono seppellirli con anni di galera dopo la già pesante sentenza di 110 anni motivata con il fatto che non hanno rinnegato la loro identità rivoluzionaria. Denunciamo quest’ennesimo attacco ai compagni, è un attacco contro tutto il movimento di classe.

Con gli immigrati contro i CIE e la barbarie capitalista!

Con i rivoluzionari prigionieri contro il carcere imperialista e la tortura dell’isolamento!

Difendere e sviluppare la solidarietà di classe!

Compagni e compagne per la costruzione del Soccorso Rosso in Italia – Ottobre 09

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