Processo di appello, cronaca udienze del 29 e 30 aprile

Cronaca dell’Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli Arrestati il 12/02/07 sulle udienze del 29 e del 30 aprile del processo d’Appello in corso a Milano contro i compagni e la compagna arrestati nell’ambito dell’operazione “Tramonto”.

Le udienze del 29 e 30 aprile si sono svolte dando voce agli avvocati della difesa che hanno attaccato la sentenza principalmente mettendo in luce il fatto che essa si è espressa sugli elementi proposti dall’istruttoria dell’inchiesta e non su quello che è emerso durante il dibattimento come dovrebbe avvenire rispetto ai criteri della procedura in vigore. Successivamente ogni avvocato intervenuto si è soffermato sulla situazione del singolo imputato. Durante l’arringa, l’avv. Bonifacio Giudiceandrea, ha affermato che oramai gli avvocati hanno principalmente il ruolo di ribadire il diritto alla difesa, visto che il dibattimento ha perso completamente valore ed ha riassunto le questioni principali per cui, secondo la difesa, la sentenza è nulla. Sono questioni procedurali in merito alla violazione del diritto alla difesa definito come inalienabile e che non può essere né violato né compresso.

Prima questione: l’ordinanza della Corte di primo grado del 18 luglio 2008 in cui si imponeva l’ascolto dei testi, principalmente digos, dietro un paravento. La motivazione è stata quella della “sicurezza”, pretestuosa e assurda visto che si trattava di persone che operano su strada, citate con tanto di nome e cognome e indirizzo e utile solo alla spettacolarizzazione del processo. Ciò ha impedito il pieno diritto alla difesa durante i controinterrogatori, essendo gli avvocati impossibilitati a vedere il volto, le espressioni, i tentennamenti dei testi. Ciò ha violato l’art. 111 della Costituzione in cui sta scritto che ogni persona ha diritto al contraddittorio. Di fatto non è stato possibile stabilire l’attendibilità del teste. È stato violato anche l’art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo in cui si afferma che ogni accusato ha diritto ad una causa esaminata imparzialmente e pubblicamente e che accusa e difesa hanno pari diritti.

Seconda questione: con dispositivo della Corte del 12 dicembre 2008 non è stato concesso il nulla osta per il trasferimento, durante la pausa processuale per le festività natalizie, degli imputati al carcere di Siano Catanzaro a 1200 km dalla sede processuale. Gli imputati sono stati trasferiti ugualmente su ordine del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria). Il Dap ha “superato” il Presidente della Corte! Ciò ha impedito agli avvocati di confrontarsi con i propri assistiti in una fase delicata del processo, si doveva controbattere alle deposizioni del Rossin, teste principale d’accusa, ascoltato addirittura in videoconferenza.
La sentenza viene dunque dichiarata nulla dalla difesa.
Giudiceandrea ha poi ricordato come ben tre giudici popolari siano stati sostituiti prima di entrare in Camera di Consiglio con motivazioni a dir poco irrilevanti ed ha affermato che mai nella sua lunga carriera si è trovato di fronte a una cosa del genere. Ha proseguito denunciando l’inammissibilità della costituzione di parte civile di Ichino non essendoci alcun reato nei suoi confronti nei capi d’imputazione degli imputati. Anche questo è servito alla spettacolarizzazione del processo finalizzata ad alzare la pena e, a Ichino, a farsi un po’ di pubblicità e propaganda politica.
L’arringa è poi proseguita con la difesa tecnica dei singoli sia nella stessa giornata che in quella del 30 aprile. Ai 4 compagni scarcerati dagli arresti domiciliari a fine dicembre 2009, è stato tolto l’obbligo di presentarsi a firmare presso la stazione dei carabinieri.

Queste udienze hanno mostrato ancora una volta con estrema chiarezza di che pasta è fatta la giustizia borghese. Le regole a cui dovrebbe attenersi sono invece sistematicamente violate, sono solo un paravento democratico dietro a cui si nasconde il suo vero volto e il suo vero fine politico che è quello di criminalizzare e condannare ad ogni costo chi mette in discussione il potere borghese.
È una questione che riguarda tutti coloro che oggi lottano contro le ingiustizie di un sistema marcio e corrotto, basato sullo sfruttamento, il razzismo, la guerra, la distruzione dell’ambiente.

Per questo invitiamo tutti a partecipare all’ultima udienza e al presidio di solidarietà che si terrà, presso il tribunale di Milano, il 27 Maggio a partire dalle ore 9.00.

Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli Arrestati il 12/02/07

parentieamici@libero.itwww.parentieamici.org

2/5/2010

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